Mobilità professionale: 10.000 adesioni per la svolta sul credito d’imposta

10 Ottobre 2026

Raggiunto il primo traguardo della campagna unitaria FIARC, FISASCAT e USARCI. La categoria dimostra una compattezza senza precedenti nell’imporre al dibattito politico il riconoscimento delle spese di trasporto come puro costo di produzione.

Mobilità professionale: 10.000 adesioni – L’agente di commercio non recepisce uno stipendio fisso a fine mese e non riceve rimborsi chilometrici esenti da imposte: rischia in proprio su ogni singola trattativa. Quando la spesa al distributore cresce senza sosta, a subire la contrazione del margine è direttamente il bilancio familiare dell’agente.

Ecco perché il risultato della raccolta firme congiunta non rappresenta un semplice dato statistico, ma una vera e propria prova di forza sindacale. Diecimila colleghi hanno risposto all’appello con immediatezza, sottoscrivendo il documento inviato a Governo e Parlamento per chiedere il credito d’imposta del 20% sui costi di carburante ed energia per la ricarica.

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|                DALLA PETIZIONE ALL'AZIONE LEGISLATIVA             |
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|  OBIETTIVO                  STRUMENTO                              |
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|  • Riconoscimento costo     • Credito d'imposta al 20%             |
|  • Copertura totale mezzi   • Benzina, Diesel, Ibrido, Elettrico   |
|  • Tutela del fatturato     • Inserimento nella Legge di Bilancio  |
|  • Sostegno all'economia    • Difesa della rete distributiva       |
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Il principio di equità aziendale

Mobilità professionale: 10.000 adesioni – Il punto di partenza è un principio di logica d’impresa prima ancora che di politica economica. Il costo sostenuto per la mobilità non può essere trattato alla stregua di un consumo privato.

Senza la possibilità di spostarsi in modo sostenibile sul piano finanziario, l’operatività si riduce, la frequenza delle visite ai clienti cala e la rete distributiva del Paese perde colpi. Riconoscere il 20% di credito d’imposta sulle spese documentate significa rimettere in equilibrio un sistema che per troppi anni ha penalizzato gli autonomi della vendita rispetto ad altre categorie del trasporto.

Le richieste delle sigle al tavolo di trattativa

Mobilità professionale: 10.000 adesioni – L’azione congiunta delle sigle di rappresentanza punta a tre cardini ben definiti:

  • Inclusione totale: il credito deve coprire tutte le tipologie di alimentazione, compresa la transizione verso i veicoli plug-in ed elettrici, senza discriminazioni tecnologiche.
  • Semplificazione procedurale: fruizione automatica tramite i normali canali informatici dell’Agenzia delle Entrate, evitando lungaggini autorizzative o click-day mortificanti.
  • Nessun vincolo di zona: applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale per proteggere chi copre tratte extraurbane ad altrissimo chilometraggio.

La mobilitazione continua nelle piazze digitali e negli incontri con i gruppi parlamentari. Diecimila firme sono la prova che la categoria è sveglia, unita e pronta a far valere il proprio peso nell’economia reale.